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FEMMINILIZZAZIONE DEL MONDO DEL LAVORO

E' un concetto un po' oscuro, che ogni tanto viene usato negli articoli dei giornali. Non vuol dire che le donne stanno sempre più entrando nel mondo del lavoro: questo è vero, soprattutto in alcuni settori e in alcune professioni. Ma per i sociologi e per gli studiosi del lavoro, la femminilizzazione ha altri significati.
Da un lato richiama al fatto che le donne, soprattutto in passato, avevano un rapporto diverso con la professione: cominciavano a lavorare, poi smettevano per qualche anno, poi riprendevano, magari con ruoli differenti. Si può discutere se questo sia vero o no, ma in sostanza si dice che ora il mercato del lavoro richiede proprio questa flessibilità, questa capacità di adeguarsi alle offerte di lavoro, questa disponibilità a iniziare, a farsi da parte, a riciclarsi su altri ruoli professionali. Come dire, quello che un tempo veniva richiesto e offerto alle donne, adesso riguarda un po' tutti. Un'altra lettura di questo concetto porta a dire che alcune caratteristiche considerate "tipicamente femminili" sono ora apprezzate e valorizzate nelle organizzazioni aziendali: per fare qualche esempio, le capacità di intrattenere buone relazioni personali, le capacità di intuizione, la creatività.
Detto così in breve, questo discorso è un po' schematico, perché non tutte le donne sono uguali, e non tutte le donne scelgono di lavorare in modo discontinuo per privilegiare la famiglia. Il senso però è che il mondo del lavoro sta cambiando, in un modo che apre spazi anche a nuovi modi di lavorare o di intendere il lavoro.

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