La balena spiaggiata esplosiva
 

Perdono l'orientamento e finiscono sulla riva. Pare impossibile che esseri di queste dimensioni, con le tonnellate che si portano appresso, possano arrivare su una spiaggia. Ma il mare trascina anche le navi, come noto, verso la riva. Perché una balena faccia questa fine è cosa dalle diverse ragioni, spesso legate a colpevoli attività umane che danneggiano il sistema di orientamento dei cetacei. Se lo spiaggiamento, questo il termine tecnico del fenomeno, avviene in zone facilmente raggiungibili da mezzi ed esperti, è possibile un recupero della carcassa, del suo scheletro in particolare. Allora il cetaceo - i suoi resti - finisce in un Museo di Storia Naturale. Può accadere, invece, che la zona dello spiaggiamento sia poco favorevole ad ogni recupero. Si presenta, allora, un problema non da poco: non si tratta di un topolino finito sotto un mobile, o di un piccione al bordo di una strada. Nel caso di una balena i processi di decomposizione sono un evento non particolarmente confortevole per gli umani che si trovano nella zona. Un possibile intervento passa attraverso l'utilizzo di uno spiacevole ingrediente: il tritolo. Esatto, l'animalone viene fatto esplodere.
Eccoci al punto. Vi stiamo mandando a un sito dove sono disponibili varie versioni di un filmato di circa 3 minuti nel quale assistiamo ai preparativi di innesco e alla esplosione. C'è una versione Quick Time, con una qualità delle immagini piuttosto buona, che però richiede anche un'ora e mezza di tempo per essere scaricata sul computer; ci sono poi diverse versioni per Real Player.

http://www.perp.com/whale/video.html



Grandissime e lontane
 

In un momento di stanchezza, quando ci si vorrebbe trovare lontani anni luce da tutto quanto o semplicemente si ha voglia di sognare e non ci sono nemmeno le stelle visibili dalla nostra finestra, uno sguardo alle immagini di questo sito può offrire nuovi orizzonti di pensiero.
Sono le nebulose, oggetti enormi ma così lontani da non essere visibili se non con strumenti altamente sofisticati. The Web Nebulae, di Bill Arnett, vi propone una serie di immagini davvero stupende.
Quella che vedete qui è Ring Nebula, altrimenti detta N6720.

http://www.seds.org/billa/twn

Piccolissimi e vicini

Forme complicate e bizzarre, ardite strutture geometriche che farebbero invidia al più audace degli architetti, colori vivaci e "impossibili", dal blu scuro all'azzurro, dal rosa tenue al viola carico, dal giallo canarino all'arancione più carico e violento: le affascinanti immagini di questa pagina non appartengono a fiori né a cristalli, sono ricostruzioni computerizzate di una serie di virus, alcuni micidiali, altri innocui (almeno per noi esseri umani), comunque inquietanti nella loro imperscrutabile natura di esseri in bilico fra l'organico e l'inorganico, fra la materia inanimata e una forma aurorale e maligna di vita.
La sezione fotografica fa parte del sito "Virtual Virus"
(http://library.advanced.org/13373/main/menu.htm),
che contiene altre pagine con informazioni sintetiche sui virus..

http://library.advanced.org/13373/main/gallery.htm/

Non parlare per frasi fatte!

Ecco già un cliche, assurdo in se stesso, perché la ricchezza di una lingua è fatta anche dei suoi modi di dire e frasi fatte, locuzioni che spesso riflettono il costume del tempo insieme a residui di altre epoche, e prima o poi tutti vi ricorriamo. Mentre i primi possono risultare oscuri a chi non ne conosce l'origine, le seconde sono più spesso di facile comprensione, in quanto esprimono per lo più concetti dati per scontati e universalmente ripetuti senza più riflettere al significato. Vi rientrano numerosi preconcetti depositati nell'inconscio collettivo (vedi quanti ce ne sono sulle donne...), ma anche perle di saggezza popolare. Una vera definizione linguistica, comunque, non esiste, anche se ci sono cimentati in molti. Qualche suggerimento ce lo dà questo sito web dedicato ai cliche della lingua inglese. La definizione del curatore è che perché una frase sia considerata un cliche, non basta che la ripetano in molti, ma deve anche convogliare un concetto o un messaggio. In altre parole, "un cliche è una metafora di cui si fa abuso". Poi ci sono anche alcuni suggerimenti dei lettori, come questo: "Un cliche è una Grande verità che non serve a nessuno" (bello perché è quasi un cliche...) e così via.
Interessante cimentarsi con alcune di queste locuzioni che appartengono a un'altra lingua. Provate a scorrere il database e troverete di tutto: alcune valgono pari pari anche in italiano, altre pongono dei bei problemi di traduzione.

http://www.westegg.com/cliche/

Giocando si impara

"Giochi intelligenti per persone intelligenti" è una selezione di giochi matematici tratti dal libro di John Conway, "On Numbers and Games", Academic Press, Inc, N. Y., 1976. Come suggerisce l'autore del libro, invece di applicare la logica e le teorie dei numeri per vincere a un gioco, prova a giocare per capire i numeri.

http://www.cs.uidaho.edu/~casey931/conway/games.html

Giochi di specchi

Procurati l'ultima versione di Shockwave ed entra in questo sito. Se non hai molto tempo, evita subito il labirinto cliccando in basso a destra e seleziona sul menu che comparirà a sinistra la sezione House of Mirrors.
Le dame di corte della Francia del XVII sec., ci informa la didascalia, portavano al collo piccoli cilindri a specchio che avevano la funzione di far emergere le immagini nascoste in alcuni disegni appositamente studiati allo scopo. Guarda e stupisci.

Il sito è quello del gruppo musicale Enigma 3.

http://www.enigma3.com/index.html#

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